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TELLUS MATER, DEMETER METER
La maternità nelle immagini della preistoria europea

Autore: Umberto Sansoni

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Abstract:

La maternità, la capacità, la potenza di incubare, generare, nutrire, proteggere la vita è un valore assoluto, uno di quei pochi indiscutibili cui convergono la logica ed il comune sentire, la filosofia, il mito e la biologia, l’esperienza di ognuno e l’esperienza stessa della storia naturale.

 

 

 
Articoli 2005-2009




 

         
   

I CAVALIERI DELLA FORRA DI PASPARDO
I dipinti dell’età del Ferro nell’arte
rupestre della Valcamonica

Autore: Mauro Colella

Visiona i pannelli

Abstract:

In seguito alla segnalazione di B. S. Hansen, una prospezione del nostro Dipartimento ha appurato la presenza di quattro eccezionali nuclei dipinti in rosso, fra cui si distinguono 3 cavalieri, un grosso volto ed una sagoma antropomorfa in bianco: le immagini sono poste in un’unica placca di arenaria, in un punto particolarmente scosceso, di difficile accesso, sul lato destro della forra del torrente Re di Tredenus.

 

 
         
   

On the potential use of cup-marks

Autore: Fulvio Gosso

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Abstract:

The author, starting from what is currently known about cup-marks and their distribution in the north-western Italian alpine area, formulated a hypothesis on their material and ritual functions in the Neolithic period. It is conceivable that cup-marks were originally carved in connection with the ritual use of Amanita muscaria, and that they may later have assumed other functions as well.

 

 
         
   

Il Gioco del "Mondo" e il cosmo degli antichi

Autore: Gaudenzio Ragazzi

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Abstract:

The game “Gioco del Mondo” (called "Marelle" in France, "Rayuela” in Spain, "Hopscotch" in England and USA) is among the most popular and played by children at any time and place. The path of the game is a representation of the cosmos and its parts are elements of a sacred geometry; the jump in the boxes of the path is a symbol of the flight in the regions of cosmos.

 
         
   

On the potential use of cup-marks

Autore: Christian Dupuy

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Abstract:

The marginal presence of this motif called «Camunian Rose» not only in Mali and in Italy, but also in Portugal, in England and in Sweden, bears witness to interactions over extremely long distances between the Bronze and the old Iron Ages from the North Sea to the southern border of the Sahara, under conditions which are impossible to determine in the absence of a reliable archaeological context.

 
         
   

Le Incisioni Rupestri di Plemo

Autore: Gaudenzio Ragazzi

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Abstract:

La presenza di incisioni rupestri nella zona di Plemo era già nota fin dagli anni ’60, ma l'area non era mai stata esplorata sistematicamente e la documentazione disponibile nell’archivio immagini del Centro Camuno di Studi Preistorici era sommaria. Poiché fino a oggi non è stato ancora possibile realizzare nel territorio di Plemo un’adeguata campagna di ricerche, ho raccolto con grande piacere l’invito dell’amico Prof. Umberto Sansoni, direttore del Dipartimento Valle Camonica del Centro Camuno di Studi Preistorici, di integrare, a distanza di oltre vent’anni dall’articolo pubblicato su Appunti (Ragazzi 1989), la documentazione in nostro possesso con le fotografie, mai pubblicate, realizzate in quegli anni.

 
         
   

Il corallo, “fiore di sangue” principio di virtù

Autore: Germano Vitelli

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Abstract:

In questo contributo si è cercato di mettere in evidenza quelle valenze magico-simboliche che dagli albori delle culture mediterranee, seguendo i circuiti migratori e commerciali spintisi nel cuore dell’Europa continentale hanno caratterizzato il corallo. La presunta natura metamorfica vegetale-minerale principalmente segnata dal colore e dalla forma, ne ha contrassegnato spontaneamente le speciali proprietà di potente talismano che conserva sedimentata e intatta l’essenza arcaica di sacralità, passata attraverso il sincretismo cristiano a simbolo della maternità della Vergine e del sangue versato dal Figlio. La tradizione popolare sulla scia delle necessità antropologiche e della pratica classica riplasmata dai Lapidari medievali, ne ha conservato nelle varie forme scaramantiche e profilattiche principalmente quelle peculiarità legate alla protezione dal malocchio e dai cattivi auspici, come pure la salvaguardia della donna nelle sue funzioni generative e di puerpera, e conseguentemente i lattanti dai malefici e dal ratto delle streghe.